Il sistema LaLuna

La storia dell’associazione Laluna ha vissuto molte fasi, alcune molto diverse tra loro. Quello che però ha sempre tenuto compatta l’associazione è stata la visione della persona che ha sempre accompagnato il pensiero di chi vi fa e vi fa parte.

La persona è infatti al centro con i suoi bisogni, si, ma soprattutto con i suoi desideri e con il suo diritto di scegliere. Se la persona in causa ha una disabilità, ecco che la società tutta si arroga il diritto di pensare che questi presupposti per una qualità della vita buona, possano essere messi da parte.

Laluna invece cerca di ribadire che non forza questa centralità della persona anche e a maggior ragione quando questa è una persona con disabilità. Tutto quello che Laluna ha creato e sta creando a livello di progettazioni e di servizi (anche convenzionati con l’Aas5) entra in un sistema di risposte a richieste e bisogni che sono il più lontani possibili dal concetto di standardizzazione, sono anzi su misura.

Non possiamo non fare riferimento alla Convenzione dell’ONU per i diritti delle persone con disabilità:

Articolo 19

Vita indipendente ed inclusione nella comunità

Gli Stati Parti di questa Convenzione riconoscono l’eguale diritto di tutte le persone con disabilità a vivere nella comunità, con la stessa libertà di scelta delle altre persone, e prendono misure efficaci e appropriate al fine di facilitare il pieno godimento da parte delle persone con disabilità di tale diritto e della piena inclusione e partecipazione all’interno della comunità, anche assicurando che:

(a) le persone con disabilità abbiano la possibilità di scegliere, sulla base di eguaglianza con gli altri, il proprio luogo di residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione abitativa;

(b) le persone con disabilità abbiano accesso ad una serie di servizi di sostegno domiciliare, residenziale o di comunità, compresa l’assistenza personale necessaria per permettere loro di vivere all’interno della comunità e di inserirvisi e impedire che esse siano isolate o vittime di segregazione;

(c) i servizi e le strutture comunitarie destinate a tutta la popolazione siano messe a disposizione, su base di eguaglianza con gli altri, delle persone con disabilità e siano adatti ai loro bisogni.

 

In virtù di questi principi, meglio enunciati negli assunti culturali, il sistema Laluna non è fatto da strutture ma ambisce a creare progetti di vita, non posti letto ma percorsi evoluti. In quest’ottica è stata rivista, a partire dal 2012, l’impostazione della Comunità alloggio “Cjasaluna Paola Fabris”, è stato aperto l’”appartamento Cjasaluna” per avviare progettazioni di autonomia abitativa, dal 2013 l’associazione gestisce, in coprogettazione con l’Aas5, la propedeutica all’abitare a Sacile e avvia con continuità progetti di autonomia individuali.

Per produrre una spinta verso nuove soluzioni abitative di carattere innovativo e sempre più funzionale, l’associazione sta lavorando ad un grosso progetto di ristrutturazione “Lalunanuova” che permetterà di creare spazi abitativi per l’autonomia e spazi per progettazioni di carattere valutativo sugli stessi temi.